RETE SENZA CONFINI per l'intercultura

Accogliere l'alunno straniero

Ogni alunno straniero ha la sua storia, le sue competenze, i saperi acquisiti e le abilità che porta con sè, in una parola, la sua individualità. Nel momento dell'accoglienza quindi dobbiamo tener conto delle importanti differenze che esistono nelle situazioni individuali per comporre la storia personale di ogni bambino straniero.
Le variabili più importanti nel momento dell’accoglienza sono:

  1. le caratteristiche individuali
  2. la situazione linguistica
  3. la scolarità precedente
  4. la situazione familiare
  5. il contesto di inserimento sociale ed extrafamiliare

L’età dell’alunno al momento del suo inserimento scolastico nel nuovo paese, è una caratteristica determinante perchè dall’età dipendono:

  1. la scolarità
  2. la situazione linguistica
  3. le aspettative
  4. il progetto migratorio
  5. la motivazione.

L’età determina la classe d’inserimento, ma influisce in maniera notevole sull’apprendimento linguistico e sulle possibilità di prosecuzione degli studi. I bambini che imparano una nuova lingua in età prescolare ed entro i sette-otto anni acquisiscono una migliore padronanza linguistica. I bambini che arrivano in Italia fra gli otto e i dodici-tredici anni, corrono più rischi di attraversare una situazione di semilinguismo: né competenti in L1 né in L2. Questo perché si può verificare una brusca interruzione del percorso di sviluppo linguistico in L1 che produce effetti negativi anche in L2. Dopo i dodici anni, i ragazzini stranieri hanno avuto la possibilità di approfondire  gli aspetti cognitivi e linguistici più complessi della lingua madre come sintetizzare, ricercare informazioni, fare inferenze, studiare discipline diverse, riflettere sulla lingua. Possono quindi trasferire queste abilità e competenze nella nuova situazione linguistica.

La motivazione all’apprendimento della nuova lingua è strettamente legato all’età. Sintetizzando possiamo dire che per i bambini piccoli può sembrare un gioco, per gli adulti è una necessità,  ma per gli adolescenti e i ragazzi stranieri l’apprendimento della nuova lingua deve essere desiderato, deve venire dalla rappresentazione positiva del luogo-paese in cui ritrovano a vivere e del loro progetto per il futuro. Può esserci quindi un rifiuto della nuova situazione, specialmente se il ragazzo si sente strappato dal proprio ambiente, dagli amici e si sente solo. Questo porterà ad atteggiamenti di chiusura e resistenza all’apprendimento.

I percorsi di scolarizzazione precedente dipendono dall’età. Al momento dell’inserimento nella nuova scuola possono esserci 3 situazioni:

  1. bambino in età prescolare, non scolarizzato nel paese d’origine;
  2. bambino con scolarità coerente con l’età anagrafica;
  3. sottoscolarizzazione o non scolarizzazione nel paese d’origine ( pochi anni di scuola,abbandono degli studi,frequenza saltuaria..).

Sono altrettanto importanti la qualità della scuola del paese d’origine e i programmi scolastici specifici dei vari paese. La storia scolastica precedente diventa importante per conoscere competenze, abilità e saperi che l’alunno ha sviluppato ma anche per capire che rappresentazione ha della scuola e che modelli pedagogici e didattici ha fatto propri. L’organizzazione della scuola, il modello disciplinare, il modello pedagogico, le modalità di valutazione, variano da paese a paese, e questo può disorientare un ragazzo straniero. Dopo questa premessa risulta chiara l’importanza di raccogliere informazioni sulla storia del bambino straniero perché il suo inserimento sia positivo. Nella prima fase dell’accoglienza si procede a:

  1. raccogliere i dati biografici e conoscere la famiglia oltre che la storia personale:età, classe frequentata nel paese d’origine, durata e calendario del sistema scolastico di provenienza, informazioni sulla scuola d’origine;
  2. osservare i comportamenti, rilevare le abilità e le competenze già acquisite e il livello di conoscenza della lingua italiana;
  3. formulare ipotesi di inserimento: a quale livello del curricolo scolastico può collocarsi,quali i punti di forza e i problemi didattici, eventuali interventi individualizzati e conseguente adeguamento della valutazione.

I questionari predisposti per la rilevazione di questi dati possono essere i seguenti:

  1. traccia per la raccolta di dati sull’alunno neo-arrivato: dati socio-anagrafici del nucleo familiare;
  2. storia scolastica  dell’alunno straniero nel paese d’origine e biografia linguistica;
  3. test per rilevare le competenze linguistiche in L2.

 

La valutazione

A proposito di valutazione, che diventa problematica specialmente al momento degli esami e nel passaggio da una classe a quella successiva, mi sembra importante citare le indicazioni del Ministero della Pubblica Istruzione, nel documento del febbraio 2006 : ”Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”.

Il collegio docenti definisce, in relazione al livello di competenza degli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi diinsegnamento…” (art.45 DPR n.394 31/8/99)

..Il possibile adattamento dei programmi per i singoli alunni comporta un adattamento della valutazione anche in considerazione di circolari e direttive che sottolineano fortemente l’attenzione ai percorsi personali degli alunni”

per il consiglio di classe che deve valutare alunni stranieri.. – per i quali i piani individualizzati prevedono interventi di educazione linguistica e di messa a punto curricolare – diventa fondamentale conoscere .. la storia scolastica precedente, gli esiti raggiunti, le caratteristiche delle scuole frequentate, le abilità e le competenze essenziali acquisite.”

In questo contesto si privilegia la valutazione formativa rispetto a quella “certificativa”… si prendono in considerazione il percorso dell’alunno , gli obiettivi possibili, la motivazione e l’impegno e .. le potenzialità d’apprendimento dimostrate

 

 

Bibliografia

Favero G. “Insegnare italiano agli alunni stranieri”  La Nuova Italia ed.

Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri” a cura del MIUR  - febbraio 2006

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